A partire da oggi ho deciso di inaugurare una nuova sezione nel blog. La sezione interviste.
Da tempo pensavo ad arricchire di contenuto il mio lavoro, di non limitarlo alle immagini ma di ampliarlo anche alle parole, che a volte sono molto utili per esprimere riflessioni più o meno complesse. D’altra parte, io sono una che ha iniziato il suo percorso con le parole, e che delle parole ne ha fatto il suo pane quotidiano per lungo tempo. Diritto, avvocatura, dottorato… più “verba” e “scripta” di così!
Perché le interviste? Semplicemente pensavo a ciò che mi ispira nel mio lavoro quotidiano, ciò che mi aiuta ad andare avanti in questo “nuovo” cammino e alla filosofia che sta dietro al progetto “Fotografía Compartida” e che si intuisce dallo stesso nome: la condivisione, la voglia di “leggere” gli altri attraverso il mio sguardo.
E allora perché non ampliare il mio sguardo e dare voce ai soggetti delle mie foto, coloro che incontro nel mio cammino? Ecco fatto. Ho tutto: persone meravigliose, i loro volti, le loro parole, la loro storia, la mia voglia di ispirarmi attraverso loro, la mia voglia di condividere con gli altri ciò che mi ispira e di essere un po’ d’aiuto a chi sente di poter trarre qualcosa di buono da ciò che faccio.
Questa settimana inauguro la sezione interviste con un argomento che mi sta molto a cuore e che sembra più attuale che mai, ovvero il cambiamento, la scelta di una nuova strada professionale e personale, il rinnovamento e il reinventarsi. Enjoy!

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Iolanda, per me da sempre Lola, la conobbi attraverso le sue foto. Da poco mi ero iscritta al sito di condivisione di foto Flickr e tra i vari contatti di fotografi che mi ispiravano c’era lei.
Ciò che ci accomunava non era solo la fotografia, ma anche un forte spirito critico nei riguardi del nostro Paese e una grande voglia di combattere – con i nostri mezzi – il più grande male della nostra società: la mafia.
Conoscendola su quel sito e attraverso le sue foto e i suoi scritti ebbi da subito la sensazione di essere di fronte ad una persona determinata, intelligente, innamorata del suo lavoro di archeologa; una donna forte ma anche molto dolce e sensibile. Poco a poco stringemmo un legame e non perdemmo tempo a conoscerci di persona e a condividere sempre più progetti e idee, nonostante il mio graduale e poi definitivo allontanamento dalla nostra città, Palermo.
Diventammo amiche e ancora oggi lo siamo. Siamo molto vicine personalmente ma anche a livello professionale nonostante la distanza.
Le sono stata accanto proprio nel periodo in cui prese la decisione di allontanarsi dal suo mondo – l’archeologia – e di intraprendere una nuova strada. Il cammino che l’ha portata fin qua non è stato facile, anzi. Ricordo molto bene i momenti più duri, quanto le sia costato lasciare un lavoro che amava, per rimettersi in gioco da zero, costruendo da sola la sua nuova strada, una strada soprattutto in salita.
Oggi, dopo tanti momenti difficili, dopo avere vissuto anche io quello che visse lei qualche anno prima di me, leggo la sua intervista e la riconosco: è lei. E’ sempre Lola. Non importa che facesse l’archeologa e oggi la fotografa, curatrice di eventi o che sia una lavoratrice nel settore della comunicazione; il suo cammino è sempre lo stesso, è il suo e nonostante sembri abbia cambiato direzione, è pur sempre lo stesso cammino, quello della sua vita e della sua crescita personale.
Questo è quello che oggi voglio imparare da questa piccola intervista, quello che voglio mi ispiri oggi (e sempre) e che spero dia ispirazione anche a voi.

“La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta” (Tiziano Terzani)

Nome, età, luogo di nascita e domicilio attuale:
Mi chiamo Iolanda, ma gli amici più intimi mi chiamano Lola, sono nata a Palermo 38 anni fa e da un anno vivo nelle campagne monrealesi.

Raccontaci un po’ il tuo percorso fino a oggi:
…il mio percorso? Ancora cammino e non so dove andrò…
Fin da piccola mi son mostrata curiosa verso quanto mi circondava, sebbene sia stata e sia, ancora oggi, una persona molto introversa. Volevo fare la meteorologa, l’astronauta, il magistrato antimafia (ho vissuto in pieno gli anni 80 palermitani e come vicini di casa avevamo un giudice e un magistrato, proprio dell’antimafia), ma anche la proprietaria di Maserati… alla fine mi sono sempre rifugiata nel mio mondo: il campeggio o la campagna, giocando, immaginando, sognando, vivendo!
Ho girato in lungo e in largo la penisola italiana, alla fine sono sempre tornata a Palermo dove (r)esisto!

Cosa hai studiato?
Pur avendo frequentato il linguistico, dopo il liceo ho deciso di intraprendere gli studi classici: mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, indirizzo Archeologico e altre cose che non ricordo, scegliendo l’epigrafia greca; a distanza di qualche anno dalla laurea, ho vinto una borsa di studio in Sistemi di Diagnostica dei Beni Culturali e poi ho deciso di specializzarmi a Lecce, in Archeologia Micenea. Insomma, sono un’archeologa!

Cosa fai adesso?
Oggi cosa faccio? Mille cose, tranne l’archeologa in senso stretto. In quest’ultimo periodo collaboro con una galleria d’arte contemporanea e un’azienda di servizi culturali: mi occupo, con una dei titolari, della comunicazione on line e scatto le fotografie dei vari eventi organizzati.

Perché hai cambiato percorso, come mai hai cambiato professione?
Ho cambiato percorso circa tre anni fa, quando i tagli alla cultura sono aumentati in maniera spropositata e mi si è parato davanti un bivio: partire o restare? Ho scelto di rimanere, a volte mi pento amaramente di questa scelta, avrei potuto fare quello che ho fatto per  tanti anni, il mio lavoro ma…il lavoro è tutto nella vita? Avrei dovuto rinunciare al tempo trascorso con i miei genitori, oggi so che è prezioso, con i miei amici (uhm…piano piano son partiti tutti, quelli più cari!), con il mio mare e la mia campagna…non so, a volte me ne pento, ma quando faccio cose che mi divertono e sto bene con chi mi circonda, sono serena pure di questa scelta. Nel 2012 mi si è prospettata la possibilità di lavorare in una web agency, l’ho colta e devo dire che ho imparato tante cose, oggi decisamente a me utili!

Quello che hai studiato ti è servito per il lavoro che svolgi attualmente?
La mia formazione culturale è il mio modo di essere, di vivere, sono io, quindi l’aver studiato archeologia, le letterature e le storie antiche, così come quelle moderne al liceo, mi è utile. Poi, credo proprio che mi aiutino ad avere una mente aperta e scevra da pregiudizi…le civiltà antiche da questo punto di vista sono delle buone insegnanti! E poi, parlo discretamente la lingua italiana, in un’Italia in cui l’inglese pare essere la prima lingua, non mi posso lamentare…almeno so usare i femminili, i verbi e il “loro” 😉

Sei contenta della tua vita  professionale?
Finché mi diverto, sono contenta.

Cambieresti qualcosa?
Forse, vorrei sapermi vendere di più, professionalmente parlando, a volte preferisco tacere e questo è un errore: il silenzio non è sempre compreso!

Quali sono i tuoi piani futuri?
Piani futuri? Vivo alla giornata, al massimo posso pensare al giorno dopo di oggi…ma non vado oltre, se non quando programmo i viaggi! Voglio solo vivere serena.


A partir de hoy he decidido inaugurar una nueva sección en el blog. La sección de entrevistas.
Hace tiempo que pensaba enriquecer el cotenido de mi trabajo, no limitarlo a las imagenes sino de ampliarlo con las palabras, que a veces son muy útiles para expresar reflexiones más o menos complejas. De hecho, yo misma empezé mi trayectoria con las palabras y de las palabras he hecho mi pan cotidiano durante mucho tiempo. Derecho, abogacia, doctorado… más “verba” y “scripta” que así!
Porqué las entrevistas? Pues simplemente pensaba a lo que me inspira en mi trabajo diario, lo que me ayuda a seguir adelante en este “nuevo” camino y en la filosofía que está detrás del proyecto “Fotografía Compartida” y que se intuye por su mismo nombre: la condivisión, la intención de “leer” los demás a través de mi mirada.
Y entonces, porqué no ampliar mi mirada y dar voz a los sujetos de mis fotos, los que voy encontrando en mi camino?
Ya está. Lo tengo todo: personas maravillosas, sus rostros, sus palabras, sus historias, mis ganas de inspirarme a través de ellos, mis ganas de compartir con los demás lo que me inspira y de ayudar como pueda quien siente de poder sacar algo bueno de lo que hago.
Esta semana empiezo con un tema muy importante para mi y que me parece más actual que nunca; o sea el cambio, la elección de un nuevo camino profesional y personal, el renovarse y el reinventarse. Enjoy!

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Iolanda, para mi desde siempre Lola, la conocí a través de sus fotos. Llevaba poco tiempo inscrita en una pagina de condivisión de fotos, Flickr, y entre los diferentes contactos de fotógrafos que me inspiraban estaba ella.
Conociéndola en esa página y a través de sus fotos y sus escritos tuve desde el principio la sensación de estar enfrente de una persona determinada, inteligente, enamorada de su trabajo de arqueóloga; una mujer fuerte pero al mismo tiempo dulce y sensible. Poquito a poco nos fuimos acercando y no perdimos el tiempo en conocernos en persona y compartir siempre más proyectos e ideas, no obstante mi gradual y después definitivo alejamiento de nuestra ciudad, Palermo.
Nos hicimos amigas y seguimos siéndolo. Somos muy cercanas a nivel personal pero también profesional, no obstante la distancia.
Estuve a su lado justo en la época en la que decidió dejar su mundo – la arqueología – y empezar un nuevo camino. El camino que la ha llevado hasta aquí y que no fue fácil. Recuerdo perfectamente los momentos más duros, cuánto le costó dejar un trabajo que amaba para cuestionarse y ponerse a prueba, construyendo desde zero y sola un nuevo camino, un camino que es sobre todo cuesta arriba.
Hoy, después de muchos momentos difíciles, después de haber vivido yo misma una experiencia parecida a la suya, leo su entrevista y la reconozco: es ella. Es siempre Lola. No importa que hiciera la arqueóloga y hoy la fotógrafa, organizadora de eventos o que sea una trabajadora del sector de la comunicación; su camino es siempre el mismo, es el suyo y no obstante haya cambiado dirección, es siempre su camino, el de su vida y de su crecimiento personal.
Esto es lo que quiero aprender hoy a partir de esta pequeña entrevista, lo que quiero me inspire hoy (y siempre) y que espero os inspire también a vosotros.

“La regla para mi es: cuando estás en un cruce y encuentras un camino hacia arriba y uno hacia abajo, coge el camino que va hacia arriba. Es más fácil ir hacia abajo, pero al final te encuentras en un agujero. Al subir hay más esperanza. Es difícil, es otra manera de ver las cosas, es un desafío, te tiene despierto” (Libre traducción de Tiziano Terzani)

Nombre, edad, lugar de nacimiento y domicilio actual:
Me llamo Iolanda, pero los amigos más cercanos me llaman Lola, nací en Palermo hace 38 años y llevo un año en el campo de Monreale (cerca de Palermo).

Cuéntanos un poco tu trayectoria personal y profesional:
…Mi trayectoria? Todavía estoy andando y no sé adonde iré…
Desde pequeña me demostré curiosa hacia todo lo que me rodeaba, no obstante he sido y sigo siendo una persona un poco introvertida. Quería ser metereóloga, astronauta, juez antimafia (he vivido los años ‘80 en Palermo y nuestros vecinos eran jueces que luchaban contra la mafia), pero también quería ser dueña de Maserati… al final siempre me he refugiado en mi mundo: el camping o el campo, jugando, imaginando, soñando, viviendo! He dado muchas vueltas por la peninsula italiana, pero al final he acabado en Palermo donde existo (/resisto).

Qué has estudiado?
Después de haber estudiado idiomas en el instituto, decidí estudiar letras; me licencié en Conservación y Restauración de Bienes Culturales, especializándome en epigrafía griega. Después de unos años de terminar la carrera, gané una beca en Sistemas de diagnóstico de Bienes Culturales y luego decidí especializarme en Arquelogía micénica. En fin, soy arqueóloga!

Qué haces ahora?
Ahora? Hago mil cosas, menos que la arqueóloga en un sentido estricto. En esta última época estoy colaborando con una galería de arte contemporaneo y una empresa de servicios culturales: me dedico, con uno de los jefes, de la comunicación on line y hago las fotos de los varios eventos organizados.

Cual fue el motivo de tu cambio?
He cambiado mi camino profesional hace más o menos tres años, cuando los recortes a la cultura aumentaron de forma exagerada y se me planteó la gran pregunta: quedarme o marcharme? He decidido quedarme, a veces me arrepiento de esta decisión, habría podido hacer lo que hice durante muchos años, mi trabajo, pero… el trabajo es todo en la vida? Habría tenido que renunciar al tiempo con mis padres, hoy sé que vale oro, con mis amigos (aunque poco a poco se han marchado todos los mas queridos), con mi mar y mi campo… no sé, a veces me arrepiento pero cuando hago cosas que me divierten y estoy bien con quien me rodea, soy feliz de esta decisión. En 2012 pude trabajar con una web agency y a partir de allí he ido aprendiendo muchas cosas, hoy para mi muy útiles! 

Has usado los conocimientos que has aprendido estudiando en tu actual trabajo?
Mi formación cultural es mi forma de ser, de vivir, soy yo, así que haber estudiado arqueólogia, la literatura y la historia antigua, así como los idiomas modernos en el instituto, me ha sido útil. Además, creo que me ayuden a tener una mente abierta y libre de perjuicios… las civilizaciones antiguas desde este punto de vista son muy buenas maestras! Otra cosa, hablo el idioma italiano, en una Italia donde el inglés se ha convertido en la primera lengua, y no me puedo quejar… por lo menos sé usar los femeninos, los verbos y el “usted” 😉 

Estás contenta con tu vida actual a nivel profesional?
Hasta que me lo pase bien, estoy contenta!

Cambiarías algo?
Quizás me gustaría saberme vender mejor, a nivel profesional. A veces prefiero callarme y este es un error; el silencio no siempre es comprendido.

Qué planes tienes para el futuro?
Planes futuros? Vivo el día a día, como mucho puedo pensar en el día después de hoy… pero no voy más allá, menos que no planee viajes! Quiero solamente vivir tranquila.