Quien me conoce sabe que me niego a relacionar la fotografía – y en general las personas y el mundo – con conceptos puramente estéticos. Pues la vida es mucho más.
Desafortunadamente vivimos en una sociedad donde la estética y la belleza sin fin son más importantes que cualquier otra cosa y a veces nos dejamos llevar por esta corriente: queremos vestirnos bien, queremos estar guapos, ahora queremos que hasta la comida sea “bonita”, bien presentada, “guapa”.
La otra cara de esta misma medalla es que ya tenemos una tendencia en rechazar (o sin llegar a tanto simplemente evitar) todo lo que no es “bello” así como la moda, la publicidad y las revistas nos imponen como tal, y a veces a olvidarnos que existen y forman parte de este mundo.
La vejez es una de estas cosas. La vejez como signo de decadencia del cuerpo, de cansancio y de falta de oportunidades.
En semana santa estuve en Italia, a ver a mi familia, y un día que nos reunimos estuve observando mucho a mi abuela Anna, que tiene 90 años.
No sé si depende de mi forma de pensar (y poco me importa lo que piense la gente) pero a mi me parece guapísima. Me parecen guapísimas sus arrugas, signo de una vida larga y aunque muchísimas veces difícil, intensa; me parecen guapísimas sus manos, que han crecido, mimado y dado de comer a cuatro hijos y muchos nietos y bisnietos; me parece sobre todo maravillosa su sonrisa, que rara vez desaparece de su cara, no obstante no tenga una piel luminosa, no tenga ropa bonita a la moda, ya no pueda casi andar sola, no tenga hobbies y no siempre se acuerde los nombres de sus familiares. Me parecen maravillosas sus lagrimas cuando habla del amor de su vida, mi abuelo, que perdió hace muchos años y que es lo único que no se olvida nunca; y así podria seguir con más detalles de ella que me parecen bonitos y quizás más bonitos de muchas cosas “guapas” pero vacías.
Uno de mis sueños como fotógrafa es conseguir que parejas de media edad o mayores quieran hacerse un reportaje de pareja, que los abuelos participen a sesiones con sus nietos, que la gente que no se vea guapa tenga ganas de hacerse una sesión de retratos simplemente por “ser” quien es, y no escuchar nunca más frases como “no es que salgo mal en las fotos”, “no me hagas fotos del lado izquierdo porque salgo feo”, “no, no me quiero hacer fotos porque soy gorda/ya no tengo la edad/tengo dientes feos si me rio” etc.
Yo sigo pensando que la belleza está en todas partes, si queremos verla. Solamente se trata de cambiar nuestra mirada y ver con el corazón.


Chi mi conosce sa che mi rifiuto di legare la fotografia – e in generale le persone e il mondo – con concetti puramente estetici. La vita è molto di più.
Purtroppo viviamo in una società in cui l’estetica e la bellezza fini a se stesse sono molto più importanti che qualsiasi altra cosa e a volte ci lasciamo trascinare da questa corrente: vogliamo vestirci bene, vogliamo apparire belli, oggi vogliamo persino che il cibo sia “bello” * e ben presentato.
L’altra faccia della stessa medaglia è che ormai abbiamo una tendenza a rifiutare (o senza giungere a tanto semplicemente ad evitare) tutto ciò che non è “bello” così come la moda, la pubblicità e le riviste ci impongono come tale, e a volte dimentichiamo che ciò che non lo è esiste ed è parte di questo mondo.
La vecchiaia è una di queste cose. La vecchiaia come segno di decadenza del corpo, di stanchezza e di mancanza di opportunità.
A pasqua sono stata in Italia, sono andata a trovare la mia famiglia e un giorno in cui ci siamo riuniti, osservavo mia nonna Anna, che ha 90 anni.
Non so se dipenda dal mio modo di pensare (e mi interessa poco ciò che pensa la gente), ma a me sembra bellissima. Mi sembrano bellissime le sue rughe, segno di una vita lunga e anche se molto spesso difficile, intensa; mi sembrano bellissime le sue mani, che hanno cresciuto, accarezzato e dato da mangiare a quattro figli, molti nipoti e pronipoti; mi sembra soprattutto bellissimo il suo sorriso, che raramente scompare dalla sua faccia, nonostante non abbia una pelle luminosa, non vesta alla moda, non possa quasi camminare da sola, non abbia hobbies e non sempre ricordi il nome dei suoi familiari. Mi sembrano bellissime le sue lacrime quando parla dell’amore della sua vita, mio nonno, che perse molti anni fa e che è l’unica cosa che non dimentica mai; e così potrei continuare con altri dettagli di lei che mi sembrano bellissimi e forse più belli di tante altre cose “belle” ma vuote.
Uno dei miei sogni come fotografa è riuscire a vedere coppie di mezza età o adulte fare un reportage di coppia, che i nonni partecipino a sessioni fotografiche con i nipoti, che la gente che non si veda bella abbia voglia di farsi ritrarre semplicemente per il fatto di “essere” chi sono, e non sentire più frasi come “no, vengo male in foto”, “non mi fotografare il profilo sinistro perché sono brutta/o”, “no, non voglio farmi foto perché sono grossa/non ho l’età/ho dei denti brutti quando rido” etc.
Io continuo a pensare che la bellezza sia ovunque, se vogliamo vederla. Si tratta solo di guardare con il cuore.

*Palermitani so cosa state pensando, lo so.

 

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